il mio paese    MONTE PORZIO CATONE

Ernesto Latini 1921-2000

 

 

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 R I S C H I A T U T T O

1970/1974

QUADRO CRONOLOGICO DEI CAMPIONI

SIGLE FINALI

 

   

 

 

 

LONGARI - FABBRICATORE - PAOLINI

 

BUTTAFARRO - RUZZIER - LATINI

INARDI - FABBRICATORE - BUTTAFARRO

 

   

Rischiatutto era un programma televisivo a quiz, condotto da Mike Bongiorno, messo in onda sul secondo canale RAI (successivamente sul Programma Nazionale) alle 21.15 del giovedì sera a partire dal 5 febbraio 1970 fino al 2 maggio 1974. L'idea originale fu presa dal format americano del programma Jeopardy!.Autori del quiz erano Paolo Limiti e Ludovico Peregrini, che a causa dei suoi inevitabili dinieghi alle richieste di deroga dal regolamento, venne soprannominato "Signor no". La regia era di Piero Turchetti, co-autore del programma, che passò alla storia della televisione italiana grazie alla frase che Bongiorno usava per presentarlo: « Fiato alle trombe, Turchetti! »La sigla di testa e le sigle di coda furono ideate e realizzate da Sandro Lodolo. Nella conduzione Mike Bongiorno fu affiancato per tutte le cinque edizioni da una giovane valletta italo-argentina: Sabina Ciuffini, studentessa universitaria a Roma. Fino a luglio 1970 il programma fu registrato nel Teatro delle Vittorie di Roma (insieme a Arrivi e partenze, fu l'unico programma condotto a Roma da Mike); a partire da settembre 1970 il programma si svolse negli studi della Fiera di Milano.

fonte Wikipedia

 

Era un gioco a quiz che vede la luce negli anni Settanta e diventerà un altro vero e proprio fenomeno di costume: si vince molto, ma bisogna essere davvero preparati, quasi dei fenomeni. E ce ne saranno, sia per quanto riguarda la preparazione che per la simpatia: il supercampione in assoluto fu il parapsicologo Massimo Inardi, che presentava come materia per le domande preliminari e per il raddoppio finale la musica classica, ma si ricordano anche Giuliana Longari, Gianfranco Rolfi, Andrea Fabbricatore, Ernesto Marcello Latini.

La formula del Rischiatutto era molto televisiva, come dire che Mike quel mezzo ce l'ha sempre avuto nel sangue: si cominciava con le domande preliminari che consentivano ai tre concorrenti, uno alla volta, di guadagnare i gettoni d'oro che poi sarebbero serviti per il gioco principale. Poi toccava al tabellone e alle cabine, con il campione in carica sempre seduto nella cabina numero 2, la centrale: sei materie, ciascuna con sei domande, da 10 a 60 mila lire. Per ogni materia, una casella conteneva un jolly che automaticamente faceva vincere la somma a chi aveva chiamato quella casella, e una invece un Rischio, che costringeva il concorrente a puntare una somma (da 100mila a quanto aveva vinto fino a quel momento) da vincere o perdere su quella domanda.

Le domande venivano proposte con l'ausilio di diapositive e di filmati: il regista era Piero Turchetti (“Fiato alle trombe”, l'invito che Mike gli rivolgeva all'inizio della gara), e divenne un personaggio anche la valletta, la romana Sabina Ciuffini, così come per Lascia o raddoppia lo era stata Edy Campagnoli.

L'ultima fase della gara, quella più tesa ed emozionante, era quella dei “raddoppi”: luci abbassate, cabine chiuse, concorrenti isolati con una cuffia per evitare suggerimenti. Un'altra frase celebre di Mike: “Quale busta vuole? La uno la due o la tre?”. La domanda, sulla materia del concorrente, era multipla e molto difficile; chi vinceva raddoppiava quanto aveva guadagnato in quel momento, ma se sbagliava una sola di quelle domande perdeva tutto. Chi aveva più gettoni d'oro era il campione.

Fu un programma epocale, con una media di 23-24 milioni di ascoltatori a serata, specie per le finali. Consideriamo che alle origini andava in onda addirittura sul Secondo Programma, e solo Portobello di Tortora batté quelle cifre in anni successivi.

Ci furono anche polemiche, ad esempio perché qualcuno riteneva che il parapsicologo Inardi “leggesse le risposte” nella mente di Mike, o per una presunta gaffe(in realtà sembra inventata o non esattamente tale) nei confronti della signora Longari.


fonte nonsolobiografie.it

 

 

(sigla televisiva)

(1973-Sabina Ciuffini, Mike Bongiorno e il prof. Antonio D'Urso da Solofra(AV))

(Mike Bongiorno, Sabina Ciuffini e Massimo Inardi)

 

 (televisore d'epoca)

(sigla televisiva)

(1970- Mike Bongiorno, Sabina Ciuffini)  

   

(Marcello al Rischiatutto del 18/02/1971)   partecipò al Rischiatutto dal 28/01/1971, diventando campione al posto di Malcontenti Angelo,  fino all' 11/03/1971 perdendo contro la  sig.ra Casalvolone Anna Mayde.

 

DA SABATO 20 MAGGIO SUL NAZIONALE

A RISCHIATUTTO

NOVE CAMPIONISSIMI

A CONFRONTO

Ottocento spettatori invece di un centinaio, un teatro invece di uno studio televisivo, un'atmosfera meno raccolta ma dopotutto più adatta a un grosso spettacolo quale in effetti, e nonostante le dimensioni fisiche, è: queste le differenze fra le 94 puntate di Rischiatutto andate in onda finora e le quattro che concluderanno, con un gran finale che prenderà il via sabato prossimo, il telequiz più seguito della storia della nostra tv. C'è un'altra differenza fra il normale Rischiatutto e l'imminente « grande sfida »: i concorrenti, com'è noto, non saranno sconosciuti, ma ex-campioni di enorme popolarità, come il tabaccaio Ernesto Latini, il  « mago » Inardi o la signora Longari. Per il resto il gran finale di Rischiatutto (finale provvisorio, molto probabilmente: già si parla di una ripresa della fortunata trasmissione per il 1973. forse addirittura a colori) si svolgerà né più né meno come le 94 puntate già realizzate nei tre anni di vita del quiz di Mike Bongiorno.

I nove campionissimi che si contenderanno il titolo di supercampione (Giuliana Longari, Andrea Fabbricatore, Paolo  Paolini, Ernesto Latini, Marilena Buttafarro, Umberto Ruzzier, Massimo Inardi, Anna Mayde Casalvolone e Gian Paolo Lusetti) faranno le stesse identiche cose che hanno già dovuto fare per guadagnare i loro milioni e la loro celebrità: risponderanno a 10 domande preliminari per farsi un «capitale » con cui entrare nella gara vera e propria (25 mila lire per ogni risposta valida), poi entreranno in cabina e tenteranno di aggiudicarsi il maggior numero possibile di domande del « tabellone » (anche stavolta formato da 6 colonne, ciascuna riservata a un diverso argomento e contenente 6 domande da 10 a 60 mila lire tra le quali un « rischio » e un «jolly»), quindi verranno posti di fronte al quesito finale, chiusi dietro al vetro delle cabine per evitare suggerimenti da parte del pubblico

La « grande sfida » avverrà in due tempi: tre semifinali (sabato 20 maggio, sabato 27 maggio e sabato 3 giugno, in onda sul nazionale TV alle 21) e una finalissima (sabato 10 giugno, stesso ora e stesso canale), riservata ai tre vincitori delle semifinali. A parte il fatto di assistere a una lotta fra gente che di memoria ne ha da vendere, insomma, per il pubblico ci sarà ben poco di nuovo. Anche per quanto riguarda la difficoltà delle domande, i realizzatori del quiz dicono di non aver preso particolari accorgimenti. « I nostri esperti sono sempre gli stessi — dice Piero Turchetti, regista della trasmissione. — Anzi, sono più o meno gli stessi addirittura dai tempi di Lascia a raddoppia ».

Ai nove concorrenti Mike Bongiorno e la sua équipe hanno proposto di devolvere in beneficenza una parte delle future vincite. Nessuno dei nove campioni ha ufficialmente preso decisioni in proposito, ma pare certo che nessuno abbia intenzione di tirarsi indietro. In beneficenza andranno anche le vincite della rubrica « caccia al premio » che serve a dividere la prima parte di Rischiatutto dal finale in cabina. I giochi, ai quali verranno chiamati a partecipare non più spettatori presi a caso in platea ma nomi noti del mondo dello spettacolo invitati per l'occasione, saranno diversi per ciascuna delle quattro puntate:

L'unico problema dei realizzatori della trasmissione è per ora quello del trasferimento dallo studio al teatro, un'operazione laboriosa per via della grande quantità di materiale da smontare e rimontare. Gli elementi scenografici saranno infatti sempre gli stessi, dal tabellone luminoso alle cabine e così via, con tutto il complesso apparato elettrico e elettronico (centinaia di metri di cavi, decine e decine di pulsanti, interruttori e lampadine colorate, i totalizzatori delle somme vinte, 36 proiettori di diapositive, per gli altrettanti « ovali » dei tabellone sui quali appaiono cifre, fotografie, scritte o immagini) che serve a assicurare lo svolgimento della gara. Al teatro dell'Arte al Parco già si lavora per rimontare tutti i marchingegni.

Il cambiamento di sede e il conseguente aumento del pubblico non preoccupano Mike Bongiorno. « Al Teatro dell'Arte — dice il presentatore - ho debuttato nel 1955 con un programma intitolato Fortunatissmo, diretto da Romolo Siena. Allora mi portò fortuna, e non credo proprio che mi tradirà adesso, con un programma di successo come Rischiatutto. E poi anche il Delle Vittorie di Roma, dove Rischiatutto è andato in onda per il primo anno, è molto grande. Non per questo il pubblico era « distante » da ciò che accadeva in scena ». Quanto ai programmi per il futuro, Bongiorno è molto tentato di continuare con la sua trasmissione. « Chiudendo adesso, con il successo clamoroso che abbiamo avuto — dice — chiuderei in bellezza. Ma d'altronde forse non è giusto privare 25 milioni di telespettatori di un programma che hanno mostrato di apprezzare tanto. Tra poco, poi, arriverà anche in Italia la televisione a colori, e devo confessare che un Rischiatutto a colori è sempre stato il mio sogno ».

       F.Z.

fonte quotidiano (?)  del 1973

 

Casalvolone Anna Mayde

(Domenica del Corriere 1972)

fonte Sorrisi e Canzoni

programma RAI 2 del  4 marzo 1971

ultima apparizione televisiva di Marcello come campione

 

il gioco del Rischiatutto